Come in prigione

Tutti rinchiusi a misurare sempre gli stessi angoli delle nostre case… poi rifletto e penso che a dire la verità non siamo noi quelli in prigione, sono i malati negli ospedali, i medici, gli infermieri.

di Arianna Macchiavello

In prigione. Ecco come ci sentiamo tutti in questi giorni: in galera.

Non possiamo più uscire, vedere persone, non possiamo correre, respirare l’aria che c’è fuori. Un incubo.

Tutti rinchiusi a misurare sempre gli stessi angoli delle nostre case… poi rifletto e penso che a dire la verità non siamo noi quelli in prigione, sono i malati negli ospedali, i medici, gli infermieri.

E basta questo pensiero per vedere tutto con occhi diversi.

Quante volte nella nostra vita precedente, quella che ci vedeva correre di qua e di là, abbiamo desiderato di volercene stare a casa, tranquilli, a fare ”le nostre cose”, dicevamo… e allora facciamole queste ”nostre cose” e guardiamo un film, giochiamo con gli amici online, o con la famiglia, facciamo un dolce, mettiamo in ordine tra i nostri oggetti… ecco e già che ci siamo mettiamo in ordine dentro di noi, così sarà più facile capire che non non siamo noi quelli in prigione ma quelli là fuori che stanno lottando contro questo terribile nemico perché alla fine metteremo lui in prigione, ne sono certa. Tutto questo prima o poi finirà.