Tempo sospeso

Mi mancano le lunghe passeggiate sul lungo mare, i gustosi gelati consumati in compagnia, i miei amici, i piccoli negozi di paese e il mercato del venerdì

di Lucrezia Canessa

Tempo, ecco cosa ogni tanto ci serve, un po’ di tempo.

Nel corso della nostra frenetica vita abbiamo bisogno di tempo, per fermarsi e riflettere un po’ di più su noi stessi e sugli altri.

Ecco in questo periodo di reclusione ho riflettuto tanto su me stessa, e nei vari discorsi tra me e me un dubbio è piombato nella mia testa, era forte e intenso e più ci pensavo più non trovavo la spiegazione.

Perché? Perché ci serve un virus che ci toglie la libertà per capire l’importanza e la fortuna di poter uscire, di fare ciò che ci rende felici, di lavorare, di andare a scuola? Perché mettere sul balcone il cartellone con su scritto ‘Andrà tutto bene’, e poi uscire senza pensare alle conseguenze? Perché viviamo in una società – caro lettore – in cui l’egoismo e l’apparire vincono sempre. Questo è ciò che penso io, ragazza di 13 anni, un piccolo e insignificante puntino che deve ancora trovare la sua collocazione in questo mondo, con ancora una lunga vita davanti e tante cose da imparare.

Ora sono qui chiusa nella mia piccola cameretta mentre guardo la mia vuota città dalla finestra e penso che mi manca tutto ciò che c’era prima. Mi mancano le lunghe passeggiate sul lungo mare, i gustosi gelati consumati in compagnia, i miei amici, i piccoli negozi di paese e il mercato del venerdì. Invidio il vento che può serpeggiare silenzioso e invisibile tra le vie di Santa, spiare le famiglie all’interno delle case, accarezzare il mare e cullare le fronde degli alberi.

Invidio i gabbiani e la loro assoluta libertà, padroni di quest’Italia ‘fantasma’.

Chissà se tornati alla normalità saremo cambiati, avremmo capito l’importanza delle piccole cose, gli abbracci, le carezze i baci e che la libertà non è scontata.

Ci serve solo tempo.